Paraboot – Dalla scarpa da lavoro a icona culturale

A Saint-Jean-de-Moirans si svolge ancora gran parte della produzione di scarpe Paraboot, poco più di cento anni dopo che Rémy Richard fondò l'azienda nel 1908. Non è un caso che la produzione delle scarpe in pelle Paraboot sia rimasta proprio a Saint-Jean-de-Moirans. Paraboot è ancora un'azienda di famiglia, oggi alla quarta generazione, e il legame con la regione corre in parallelo con la storia dell'azienda.
Per Eric Forestier, CEO di Paraboot da sette anni, si tratta sia di preservare un sapere artigianale sia del radicamento della famiglia nel territorio.
– The family was born there. The family is still living there. So it was important for the family also to stay in the area.
Dalla scarpa da lavoro al mondo della moda
Il marchio ha continuato in sostanza a produrre lo stesso tipo di scarpe, ma il mondo intorno a loro è cambiato. Quelle che un tempo erano robuste scarpe da lavoro per la gente del posto sono diventate ricercate nella moda maschile internazionale. La storia, però, comincia lontano dai negozi di moda e dalle collaborazioni di oggi.
– At the beginning it was work shoes, especially for people in the area here, farmers, people who are working hard and need solid shoes.
L'idea di base era semplice: produrre scarpe resistenti per chi ne aveva bisogno per lavorare. Le scarpe dovevano reggere l'uso e, quando la suola si consumava, doveva essere possibile sostituirla invece di buttare l'intera scarpa. Più di cento anni dopo, gran parte di questa filosofia è rimasta.
In Francia, col tempo, Paraboot ha conquistato una posizione che andava ben oltre la scarpa da lavoro. Eric racconta come negli anni Ottanta il marchio fosse ovunque e venisse indossato da persone di estrazioni molto diverse. Negli ultimi anni le stesse scarpe hanno inoltre trovato un nuovo pubblico a livello internazionale. Eric indica gli anni intorno al 2019 e una piccola collaborazione con Aimé Leon Dore a New York come una svolta importante per la successiva diffusione di Paraboot.
I dettagli che fanno una Paraboot
In un'epoca in cui molte scarpe eleganti sono associate a suole sottili e silhouette affusolate, Paraboot ha fatto piuttosto del contrario la propria identità: robusta, funzionale e con la costruzione a vista.
– When you see a pair of Paraboot shoes, it’s not what you can expect from beautiful luxury shoes, like Italian style, super thin, shiny. We are the opposite. We are fat. We are solid. We are durable. Our norwegian stitching, the chunky sole, the small green leather, and the rubber sole. That’s it. These are the four elements that make a Paraboot.
La silhouette massiccia fa parte del linguaggio, così come la caratteristica etichetta verde e la suola in gomma. Ma soprattutto ritorna la cucitura norvegese, una costruzione diventata quasi un segno distintivo di Paraboot.
Anche la scelta dei materiali lega Paraboot a una lunga tradizione calzaturiera francese. Tra le pelli ci sono materiali sia della Horween Leather di Chicago sia della conceria francese Haas Degermann, oggi di proprietà di Chanel, che fornisce pelli anche ad alcuni dei grandi nomi della moda come Hermès.
Più di 160 fasi per realizzare un paio di Paraboot
All'interno della fabbrica diventa chiaro cosa significhi continuare a produrre scarpe in questo modo. Dal taglio e la cucitura fino al montaggio, alla suolatura e alla rifinitura, ogni paio passa per moltissime mani e postazioni di lavoro prima di lasciare la fabbrica.
– It’s more than 150, 160 different steps to produce the shoes. It’s not automatic. It’s a manual job. It’s handmade. That’s the magic also.
È anche questo il motivo per cui la fabbrica e le persone che ci lavorano sono così importanti per Paraboot. Mantenere la produzione nella regione non riguarda solo dove un'etichetta può dire che la scarpa è stata prodotta. Il sapere è nelle persone che eseguono le lavorazioni, e deve essere tramandato perché la produzione possa continuare allo stesso modo.
Quando chiediamo a Eric come cambierà la produzione in futuro, la risposta è quindi di una semplicità quasi provocatoria:
– We won’t change anything. We will keep the job as it was done four generations ago. That’s it. It seems easy. It’s not.
Ogni scarpa racconta una storia
Le scarpe Paraboot sono state indossate da più generazioni e sono passate tra mestieri, gruppi sociali e guardaroba diversi, diventando una parte importante della storia francese delle calzature. Eric osserva che forse Paraboot non è sempre bravissima a raccontare storie:
– We are not super good to tell stories, but as soon as we start to tell stories, these are real stories.
Ma qui Eric si sbaglia in parte. Perché le storie sanno raccontarle eccome.
– A few weeks ago, a French guy brought back his grandfather’s shoes. His grandfather passed away and he said, “Okay, I took the shoes as a souvenir. I want to resole it, please.” It’s a super sentimental value. And now this guy is wearing the shoes. It’s just crazy.
È un racconto che dice qualcosa anche sulla posizione di Paraboot in patria. Gli stessi modelli possono comparire ai piedi di persone le cui vite, per il resto, sono completamente diverse.
– In France you can find these shoes on people who are lawyers, students, people who are working in business, banking, people who are making wine. So it’s cross-generational, men and women. I think Paraboot is a universal brand speaking to everybody.
Forse parte della spiegazione sta proprio qui. Una scarpa che può essere risuolata più e più volte cambia insieme a chi la porta, o a chi la eredita. Graffi, pieghe e usura non diventano necessariamente motivi per sostituire la scarpa, ma tracce della sua storia.
– You start to make stories with your own shoes and it’s a long relationship with your shoes. You can repair a pair of Paraboot shoes during your entire life. If you take care of your shoes, you will keep it for life, sure.
Do you have a favourite pair of Paraboot shoes?
– Michael is for sure one of my favorites, but Avoriaz also is one of my favorites. Kind of mountain spirit shoes, super heritage and old-school style. I like this.
Collaborazioni senza compromessi
Pur restando fedele ai suoi modelli classici, negli ultimi anni Paraboot ha aperto le porte ad altri perché li reinterpretino. Nel corso degli anni ne sono nate collaborazioni con nomi come Hermès, Maison Kitsuné, John Lobb e Thierry Mugler.
Per un'azienda la cui forza sta in gran parte nel non cambiare i propri prodotti, le collaborazioni possono sembrare una contraddizione. Eric le vede piuttosto come un modo per aggiungere qualcosa di nuovo e creativo senza toccare le fondamenta.
– We are a heritage brand. We are making the same shoes for more than 100 years now. As soon as you start to collaborate with people, then you inject creativity.
Paraboot quindi non ha bisogno delle collaborazioni per inventare continuamente nuovi modelli. Al contrario. La Michael deve restare la Michael. Le collaborazioni diventano invece un modo per lasciare che altri interpretino un linguaggio formale già consolidato, attraverso nuovi materiali, colori e contesti. La collezione heritage continua nel frattempo a essere il cuore dell'attività.
Who knows, maybe we could do a collaboration in the future?
– Why not, why not? We keep the same way and the same strategy.
Ritorno alle montagne
Quando lasciamo la fabbrica, le montagne sono ancora lì. Durante la nostra visita in Isère, il forte legame di Paraboot con il territorio ritorna anche fuori dalle mura della fabbrica. Nel cibo che ci viene offerto, in cui i prodotti della regione hanno un ruolo di primo piano, nelle persone che incontriamo e nell'orgoglio per la zona intorno a Saint-Jean-de-Moirans.
La squadra di Paraboot ci porta anche più in alto tra le montagne, alla Grande Chartreuse, il monastero isolato dell'ordine certosino. La strada si snoda attraverso un paesaggio che sembra lontanissimo sia da Parigi sia dal mondo della moda internazionale in cui oggi Paraboot ha un posto di diritto.
La Grande Chartreuse, l'isolata casa madre dell'ordine certosino, con le montagne sullo sfondo.
Paraboot è passata dalle scarpe da lavoro per i contadini della zona ai guardaroba di Parigi, Tokyo, Seul e New York, senza lasciare il luogo in cui tutto è cominciato. E ora capiamo perché Eric abbia scelto la Avoriaz come una delle sue scarpe preferite: “mountain spirit shoes, super heritage and old-school style.” Le montagne non sono solo lo sfondo della fabbrica. Sono parte della storia di Paraboot e delle scarpe che vengono ancora prodotte qui.























