Anderson’s – cinture con una storia di orgoglio e maestria artigianale

L'azienda di famiglia Anderson's fu fondata nel 1966 da Carlo Valenti a Parma, in Italia. Una zona nota per il suo clima particolare e non da ultimo per il prosciutto di Parma e il più esclusivo culatello, prodotto nella parte più nebbiosa e umida lungo il Po. Durante la nostra visita sperimentiamo sia il clima rigido sia il culatello, che gustiamo insieme a parmigiano stagionato della zona e ad appassionati aneddoti sui quasi 60 anni di storia dell'azienda.
Il nome dal suono svedese Anderson’s fa subito pensare a un legame scandinavo, ma la verità è che Valenti, che aveva una passione particolare per la tradizione sartoriale britannica, trovò grande ispirazione nella leggendaria sartoria maschile Anderson & Sheppard di Savile Row a Londra, e per questo scelse di chiamare la sua azienda proprio Anderson's.
Oggi l'azienda è guidata dal figlio Ricardo Valenti, nostro padrone di casa per la settimana. Un uomo con una mentalità rara e una grande esperienza del mondo. Una cosa ci è subito chiara: Ricardo e lo staff della fabbrica, sorprendentemente ridotto, sanno davvero quello che fanno. Proprio come le prelibatezze citate, la produzione richiede un processo lento e meticoloso, il cui risultato nasce da un artigianato minuzioso affinato nel corso delle generazioni.
Il processo è in realtà un unico grande controllo qualità, e Ricardo stesso, con la sua lunga esperienza, controlla personalmente ogni pezzo di pelle per garantirne qualità e durata. Passa fino a 14 ore al giorno a verificare tutto, dalla scelta dei materiali al taglio, occupandosi al tempo stesso della presenza dell'azienda sui mercati di tutto il mondo. Una vita dedicata all'eredità di una passione: creare un prodotto e un marchio in cui credere davvero, in una quotidianità in cui ci si prende cura sia delle persone sia dell'ambiente.
Ogni cintura attraversa circa 100 fasi, difficili da descrivere in un testo come questo. Vorremmo che aveste potuto sentire Ricardo stesso raccontare il processo, ma possiamo riassumere brevemente la nostra conclusione: una cintura Anderson’s è più di una semplice cintura. È probabilmente uno dei prodotti più semplici, ma anche più curati, che tu possa indossare.
Anche se i progressi tecnologici hanno cambiato l'industria manifatturiera, Anderson’s è rimasta fedele al suo artigianato. Mentre alcune fasi sono state rese più efficienti per stare al passo con il futuro, ogni cintura è ancora realizzata con la massima cura. Tecniche tradizionali come la concia vegetale, un processo in cui si usano ingredienti naturali per colorare e rinforzare la pelle, restano un valore centrale della produzione.
Per chi è del mestiere può essere ovvio, ma persino io, che lavoro nel settore da parecchio tempo, sono rimasto sorpreso nello scoprire che una normale cintura in pelle non è composta da uno, e nemmeno da due, ma da tre strati incollati insieme per renderla il più resistente possibile. Ogni strato deve avere esattamente le stesse caratteristiche: il materiale di base dovrebbe provenire dallo stesso pezzo di pelle, ma richiede comunque molta lavorazione. Pelli diverse richiedono tecniche e processi diversi. I materiali più morbidi sono particolarmente difficili da lavorare, mentre una pelle con grana offre una superficie più indulgente. Dopo l'incollaggio, ogni cintura riposa per 5–7 giorni e, per sigillarla senza giunture visibili, si eseguono tre passaggi separati, ciascuno in più fasi, a una settimana di distanza, così che alla fine gli strati non si vedano e la cintura sembri un pezzo unico.
In totale Anderson’s produce 200.000 cinture all'anno, cioè grosso modo 600 al giorno, a mano. Il bello è che ci sarebbe stata la possibilità di aumentare i volumi, ma si è scelto invece di mantenere standard elevati e di non scendere a compromessi sui valori dell'azienda. Per Ricardo Valenti e Anderson’s la grandezza sta nell'essere piccoli: ogni cintura che lascia la fabbrica porta con sé una storia di orgoglio e maestria artigianale.













