Il ritorno della henley

Dal canottaggio britannico al guardaroba del nonno
Anche se in Svezia la henley è spesso associata al welfare popolare, all'intimo e agli abiti da lavoro, le sue radici storiche più evidenti si trovano nella cultura del canottaggio britannico. Si ritiene che la maglia si sia sviluppata dai capi intimi britannici nel XIX secolo e prese il nome dalla città inglese di Henley-on-Thames, dove si svolgeva la regata Henley Royal Regatta. I vogatori indossavano la maglia in jersey con i bottoni perché era più fresca di una camicia, ma allo stesso tempo più pratica di uno scollo completamente aperto.
Nei paesi nordici, invece, la maglia assunse un'identità completamente diversa e col tempo il soprannome di farfarströja (la maglia del nonno). L'origine del soprannome è un po' incerta, ma probabilmente deriva dal fatto che nella prima metà del Novecento la maglia di cotone a costine divenne un capo quotidiano e intimo irrinunciabile per la generazione più anziana. Si portava in casa, sotto le camicie da lavoro o per dormire: qualcosa di rassicurante, funzionale e modesto. Un po' come quando si parla della camicia del nonno.
Tendenza: un classico che non è mai davvero scomparso
Considerata la storia del capo, forse non sorprende che la henley abbia conquistato un posto così solido nel guardaroba maschile. In Svezia il capo divenne così scontato da ereditare quasi il nome dalla generazione che lo indossava sempre. A livello internazionale la henley non ha mai davvero lasciato il guardaroba: ha piuttosto vissuto una vita più tranquilla di molti altri capi base. Nella seconda metà del Novecento ha trovato nuova vita grazie al casualwear americano e a marchi come Ralph Lauren, che ne hanno fatto una parte naturale del guardaroba informale.
Negli ultimi anni la henley ha ricominciato a farsi notare, dallo stile estivo ispirato alla Riviera al guardaroba quotidiano moderno. Molti oggi direbbero che la henley è tornata, e c'è del vero. Allo stesso tempo, da Care of Carl la consideriamo da tempo qualcosa di più di una tendenza, grazie alla sua storia e al suo carattere senza tempo.
Forse la sua crescente popolarità dice qualcosa anche sul nostro tempo. Sempre più persone sembrano cercare capi con origini e funzioni più chiare: workwear, dettagli militari e classici capi sportivi nati per uno scopo concreto più che per la moda.
Allo stesso tempo fenomeni come il “grandpa core”, in cui il modo di vestire delle generazioni passate torna attuale, hanno contribuito a dare nuova vita a capi come la henley. In questo contesto la henley sembra quasi scontata: uno dei modi più spontanei di vestirsi bene.
Un capo base rilassato ma ponderato
Come molti altri classici, oggi la henley esiste in tantissime versioni. A maniche lunghe o corte, in cotone o lino, a costine o a nido d'ape. Alcuni modelli tendono più al workwear e all'intimo d'ispirazione vintage, mentre altri funzionano quasi come una versione rilassata della polo.
Come indossare la henley?
La henley è un capo facile da portare. Sembra semplice ma allo stesso tempo consapevole: rilassata, ma con più carattere di una normale t-shirt. D'estate sta benissimo con pantaloni di lino, shorts o pantaloni da abito informali, magari con qualche bottone aperto e mocassini o scarpe da barca. Nei mesi più freschi diventa invece uno strato naturale sotto overshirt, giacche o maglieria. Qui l'abbiamo abbinata a un paio di pantaloni da abito marroni a vita alta, cintura nera e un paio di scarpe da barca nere.
Comunque la si indossi, resta la stessa sensazione che ha sempre reso attuale la henley: qualcosa di semplice, senza tempo e rilassato ma ponderato.















